“Osservi Mario Stagi e ti rendi subito conto che è uno ‘stylist’: quell’ormai celebre baffo curato, il modo di incedere deciso ma elegante, un look alla easy-rider da eterno ragazzo ed uno sguardo arguto che fa subito intuire una vita vissuta intensamente. Nella sua Lido di Camaiore mi capita spesso di incrociarlo a cavallo della inseparabile Harley-Davidson, questo uomo che ha speso e continua a spendere il proprio prezioso tempo per la moda, quella con la M maiuscola. “

 

Mario, quando e dove sei nato
Sono nato a Viareggio, ospedale Tabarracci, il 18 marzo 1941. Sono un pesci ascendente pesci.

I tuoi genitori
Papà Giacomo era un sensale, oggi si direbbe correttamente ‘agente immobiliare’, mentre la mamma Lelia faceva la parrucchiera.

Tu abitavi a Lido, com’era Lido di Camaiore quando eri bambino
Stavo in via Papini, vicinissimo alla Passeggiata ed ho ricordi bellissimi. Lido era popolata da persone fantastiche. Pensa che mia nonna Angelica, da molti ribattezzata “la Pioniera del Lido”, andava a caricare damigiane d’acqua alla fonte di Candalla per poi venderle alle famiglie ‘bene’ che abitavano le Ville Romane, nella zona di via Roma e via Italica. Fu proprio mia nonna a coinvolgere sulla costa le famiglie di commercianti dell’entroterra camaiorese: arrivarono grazie a lei i Nottoli con il pane, i Muggia con la frutta, i Cortopassi con la carne, la Derna con il latte, i Garuglieri con i combustibili. E così nacque il Lido.

I giochi della tua infanzia?
Eravamo un gruppetto, come amo dire io eravamo una quindicina di sciuscià. Le figurine e le palline erano i nostri soldi. Un gioco consisteva nel leggere per primi la targa di un’auto che passava: il premio erano sempre figurine. Pensa che in piena estate transitava un’automobile ogni ora! Appena si percepiva il rumore del motore in lontananza… tutti tesi e pronti alla gara.

Altri aneddoti di quell’epoca
Andavamo a fare funghi in via Trieste dove c’erano pinete e campi. Poi il bagno nella Fossa dell’Abate e, lì nei pressi, a rubare pesche e cocomeri da Gonfietto, un contadino che una volta, stufo delle nostre incursioni, caricò la sua carabina (per fortuna a sale) e prese nel sedere il mio amico Sagrantino: che risate. E un curioso ricordo riguarda gli americani.

Raccontacelo
Al termine della guerra, nel vicino Hotel Regina (di proprietà di mia zia Tita) alloggiava il comando militare degli Stati Uniti. Io ero piccolo e gli americani giocavano con me: una volta mi misero a cavalcioni sul cannone di un carro armato.

Poi, da giovincello?
Ho fatto il raccattapalle e successivamente il palleggiatore nei tennis della zona, l’aiuto bagnino assieme a mio cugino Lorenzo Viani (il celebre ristoratore Lorenzo Viani di Forte dei Marmi n.d.r.) e come Lift rigorosamente in divisa, portavo la gente in ascensore all’hotel Riviera. Ma le mie vere passioni erano il calcio, dove eccellevo, ed il mare.

Partiamo dal mare
Già, volevo andare in mare. Ma i miei mi pilotarono forsatamente verso le scuole commerciali. Dopo tre anni, però, smisi ed entrai all’Enem di Marina di Carrara dove più tardi mi diplomai come meccanico navale. Poi mi imbarcai subito.

Dove
Su un 16 metri, uno dei primi yacht da crociera. Un gruppo di ricchi giovanotti lo prese in affitto ed io li portai in Corsica, a Saint Tropez e in Costa Azzurra: loro andavano a donne ma restavano sempre a bocca asciutta mentre io, fresco vincitore a 19 anni del concorso “Mister Versilia”… concludevo…

Ed il calcio?
Ero bravo, una promessa: venni anche convocato a Coverciano dalla Nazionale Juniores. Ma finì tutto non appena avvenne l’incontro con quella che invece si sarebbe rivelata la mia vera e immensa passione: i capelli

Raccontaci allora di questa folgorazione
La svolta della mia vita avviene alle cinque di un freddo pomeriggio d’inverno: di ritorno da un allenamento trovo il bar Leda, che frequentavo abitualmente, chiuso. Piove, decido di andare al negozio di mia madre dove trovo le due dipendenti che si fanno l’acconciatura tra di loro. Ma a un certo punto il fidanzato di una delle due porta via la propria ragazza. L’altra rimane lì, con i capelli ancora bagnati…

E cosa succede
In uno slancio di generosità le dico che glieli avrei fatti io i capelli. Ora, devi sapere che fino a quel momento, io non avevo mai toccato i capelli di un’altra persona. Comunque, una volta terminata quella che sarebbe stata la prima acconciatura di una serie interminabile… tornò mia madre e disse alla dipendente da me pettinata che la collega le aveva fatto davvero un bel lavoro. Ma ero stato io l’artefice.

Che conseguenze ci furono?
Il giorno dopo ero a caccia di amiche da montare sul motorino e portare in negozio per fare loro i capelli. Declinai così importantissime proposte di squadre di calcio (anche di serie A e B!). Basta con il pallone, adesso mi interessavano solo tagli e acconciature.

Dov’è che hai poi iniziato a lavorare?
Dopo uno stage da Mara Vestri in via Ponchielli lavorai con la mamma nel negozio di via Papini che chiamammo “Mario e Lelia”. Ma in inverno, siamo nel ‘60, sbarco a Milano, zona San Babila, dove vado a fare importanti esperienze “Dal Carlone”, all’epoca un grande stilista dei capelli. Poi di nuovo nel negozio di Lido e l’inverno successivo di muovo a Milano dall’ eclettico “Gianni” in via Verdi.

Quando la vera svolta?
Nel 1980 apro a Viareggio, in via Mazzini, un grande Salone di Bellezza, ben 300 metri quadri: nasce il primo HairStudiomario.

E lì cosa avviene?
Dopo tre mesi dalla mia apertura, si presenta un venditore di spazi pubblicitari del noto periodico “LEI” e mi propone l’acquisto di una pagina per un servizio sullo shopping in Versilia. Io accetto ad una sola condizione: voglio pettinare io le modelle del servizio. Accettarono. E sai come andò a finire?

No…
Franca Sozzani, direttrice della rivista “LEI” , mi volle subito per collaborare con la testata. Uscirono così sui numeri successivi le copertine con le mie teste, insomma, diventai il parrucchiere del magazine LEI e di VOGUE ITALIA. Da lì nacque la notorietà.

Dunque la Signora Sozzani è l’artefice del tuo successo
La persona più importante della mia carriera. Una donna fantastica che ha determinato e determina l’andamento della moda e delle tendenze, a livello nazionale ed internazionale. Conservo ancora nitido il ricordo di quando, stappando una bottiglia di champagne alla fine del mio primo giorno di lavoro mi disse: “Mario, sei l’hairstylist giusto che fa per me”.

E dopo?
Prima apro a Milano un altro HairStudiomario dove lavoran0 40 persone fra truccatori e parrucchieri: venivano modelle, attrici e redattrici, lavoravamo per Canale 5 e per le più importanti sfilate di moda. Quando nei primi anni 80 nacque il  “prêt-à-porter”… negli studi di VOGUE insieme a altri  straordinari Hairstylist contribuimmo a creare per le esigenze della moda e della immagine il  prêt à porter nei capelli.

E oltre al salone di Viareggio e quello di Milano?
Sono andato in giro per il mondo, per 25 anni, per le principali riviste di moda internazionali.

Facci un succoso elenco delle splendide modelle che hai… accarezzato con il tuo pettine
Naomi Campbell, Linda Evangelista, Kate Moss, Monica Bellucci, Carla Bruni, Cindy Crawford, Claudia Schiffer, Laetitia Casta, Elle Mac Pherson, Helena Christensen, Christy Turlington…

Chiudiamo l’intervista con il Mario privato. Cosa fai nel tuo tempo libero
Ho cura del corpo: ginnastica tutte le mattine, nuoto in estate. Proprio in estate mi piace andare molto a largo in patino: quando sono lontano mi lego alla caviglia il patino stesso e vengo a riva a nuoto.

Una passione
La moto, la mia Harley. E la mia auto Chevrolet Blazer 1988.

Un vizio
Il sigaro Toscano Mario Soldati e, in inverno, l’irrinunciabile ponce al mandarino delle 5 da Galliano.

Il luogo più bello della Versilia?
Il pontile del Lido

Cosa miglioreresti della tua terra?
La testa dei Versiliesi. Non di tutti, ovviamente.

Sei felicemente sposato…
Con Patrizia, una donna eccezionale che gestisce il mio salone in piazza Puccini dandomi l’opportunità di vivere la mia professione in modo libero e di poter viaggiare.

Quale la persona very important che ancora non hai pettinato e che vorresti pettinare
La prossima nuova cliente che entra nel mio salone.

Cosa vuole fare Mario Stagi da grande?
Continuare a far felici le donne.

 

 “TRATTO DAL QUINDICINALE PASPARTU DICEMBRE 2010”